Case History

Chibo Ambiente per Poste Italiane: L'azienda curerà le operazioni di recupero e smaltimento delle apparecchiature dismesse dall'Ente Poste Italiane

I numeri
Oltre 30.000 pezzi da smaltire nell'arco di 3 anni: questi i numeri dell'operazione avviata da Poste Italiane per dismettere apparecchiature e componenti hardware obsoleti giacenti presso le proprie strutture dislocate su tutto il territorio nazionale. Il progetto, partito all'inizio dello scorso anno con un'asta pubblica vinta da Getronics, ha coinvolto direttamente Chibo Ambiente dal mese di giugno 2001 da quando cioè, Getronics ha deciso di affidare alla società tutte le operazioni riguardanti la logistica, il trasporto e il successivo smaltimento dei materiali.
Il progetto è sicuramente ambizioso non solo perché vede protagonista uno dei maggiori enti pubblici italiani, ma anche in considerazione della mole di macchine da recuperare.

I protagonisti
La scelta non è stata casuale: Chibo Ambiente, che fa capo a Chibo Group - broker operativo da oltre 20 anni nel settore dell'IT - è una società specializzata nel recupero e nello smaltimento di hardware e componenti rigenerati, seminuovi o in fase out altamente inquinanti che, dunque, se non correttamente trattati rischiano di avere un impatto devastante sull'ambiente. Chibo opera nel rispetto della natura in adempimento delle leggi italiane in materia di ambiente ed in attuazione delle direttive comunitarie. L'azienda conta sull'apporto di esperti che valutano le metodologie di smaltimento da applicare, sulla base della composizione chimica delle sostanze, e su tecnologie all'avanguardia che permettono di velocizzare tutte le operazioni di smaltimento e riciclaggio, mantenendone inalterata la sicurezza, senza pregiudicare l'ambiente con emissioni nocive. L'alta professionalità di Chibo Ambiente ha permesso alla società di conseguire nel giro di poco più di un anno oltre 300 clienti e di posizionarsi fin da subito fra le società leader del settore.

Il progetto momento per momento

Fase uno: individuazione delle priorità
Il progetto delle Poste prevede due priorità:
precedenza alle strutture che per prime hanno richiesto la dismissione dei materiali, avendo la necessità di     liberare gli spazi per poterli destinare ad altre attività oppure per facilitare l'approvvigionamento di nuovi     macchinari senza creare problemi di giacenza;
velocità di smaltimento in realtà complesse quali quelle di Roma e di regioni come Lombardia e Piemonte,     dove risiedono la maggior parte dei materiali da dismettere.
Attualmente si stanno evadendo le richieste procedendo per ordine cronologico, ad ogni modo si prevede un ritiro omogeneo dei pezzi ripartito nell'arco dei 3 anni.

Fase due: raccolta e trasporto
Chibo Ambiente, contattato dal responsabile Poste Italiane del progetto, riceve indicazioni sulla localizzazione dei pezzi da recuperare e sui relativi quantitativi. Una volta ricevuto l'ordine, Chibo ha due settimane di tempo per ritirare il materiale e trasportarlo presso la propria sede a Parma. In questa fase entra in gioco l'abilità logistica e di trasporto di Chibo la quale riveste un'importanza determinante per la buona riuscita del progetto nei tempi stabiliti. Grazie ad un parco macchine completo in grado di far fronte alle richieste di carico, Chibo Ambiente trasporta le apparecchiature dismesse presso il proprio stabilimento. Durante tutto il tragitto, le macchine prese in carico sono accompagnate da un formulario - così come previsto dalla legge - contenente tutte le informazioni sulle apparecchiature. Il formulario è un documento ufficiale e reca la vidimazione dell'Ufficio del Registro o delle Camere di Commercio. Esso consente l'individuazione dei soggetti che si occupano delle operazioni di carico e scarico, assolvendo anche la funzione di ricevuta per l'Ente Poste Italiane. E' infatti redatto in quattro copie: una rimane al detentore delle apparecchiature dimesse, le altre tre datate e controfirmate all'arrivo, sono acquisite una dal destinatario e due dal trasportatore che entro tre mesi dovrà trasmetterne una al titolare delle apparecchiature, in questo caso, l'Ente Poste.

Fase tre: disassemblaggio, trattamento, smaltimento
Chibo Ambiente per la vera e propria fase di smaltimento industriale può contare su macchinari sofisticati in grado di garantire il corretto disassemblaggio dei materiali e determinarne l'esatta composizione chimica. Tutte le apparecchiature devono essere infatti sottoposte a fasi di lavorazione ben precise, onde favorire il recupero di più materiali possibili.
Una volta condotte le macchine presso i laboratori, il primo passo consiste nella rimozione della carcassa esterna, quindi avviene l'asportazione dei fili elettrici, delle pile o batterie, lo smontaggio del cabinet, dei motorini, dei trasformatori e delle schede elettroniche, l'estrazione dei tubi catodici.
Successivamente, le parti contaminate da sostanze nocive vengono isolate per essere opportunamente bonificate. Si tratta principalmente di PCB, PCT, piombo, stagno e mercurio che vanno eliminati seguendo precise direttive, poiché ritenuti rifiuti pericolosi e altamente inquinanti.
Al contempo, tutti i metalli ferrosi e non, le parti in gomma e plastica, l'alluminio, il rame e gli assemblaggi elettronici sono destinati al riciclaggio. Medesimo trattamento subiscono nastri e cartucce esausti i quali, una volta decontaminati, vengono ricaricati e rigenerati per essere nuovamente utilizzabili.
Ultima fase è quindi quella dello smaltimento, per la quale Chibo Ambiente si avvale di partner di prestigio in grado di assicurare la corretta eliminazione di tutte le apparecchiature inutilizzabili. Proprio l'utilizzo delle migliori tecnologie, unitamente all'apporto di personale preparato e qualificato, permette a Chibo Ambiente di compiere tutte le operazioni rispettando la legge e i vincoli ambientali, nel minor tempo possibile, così da non ostacolare le operazioni di scarico che si susseguono a breve distanza.

Chibo Ambiente è supportata da tutta una serie di partner esperti nel settore del riciclaggio che le consentono di realizzare l'obiettivo di individuare soluzioni environmental friendly. L'azienda ha visto riconosciuto l'impegno profuso ricevendo il prestigioso Award Ecohitech 2001 dal Consorzio Ecoqual'It. Chibo Ambiente ha ricevuto la "menzione speciale" per la categoria servizi, per la missione commerciale integrata a quella ambientale che consente l'allungamento della vita del prodotto, in piena sintonia con la filosofia del Decreto Ronchi e con le normative europee in materia.